In queste ore è sorta una polemica lanciata dalla portavoce di Fratelli d’Italia, on. Giorgia Meloni, contro l’attribuzione dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica alla giornalista e blogger di origine siriane Asmae Dachan, in occasione della Festa della Repubblica, oggi 2 giugno.

Per leggere gli atti della polemica, vi indirizzo a questo reportage di Avvenire. Asmae Dachan, che non ho ancora potuto conoscere personalmente, anche se abbiamo 52 amici in comune su facebook, ha risposto alle accuse smentendole una ad una. Vi lascio leggere la sua risposta su TPI News, di cui è anche collaboratrice. Non è necessario aggiungere commenti. È invece importante segnalare come siamo di fronte ad un esemplare caso di fake news utilizzata a fini politici con perizia sistematica, pescando tra categorie che raccolgono simpatie elettorali basate sulla paura dell’Islam (culla di integralismo e terrorismo), sulla negazione del diritto all’autodeterminazione di popoli oppressi (in questo caso dei siriani) e sulla presunta minaccia ai diritti e all’identità della nazione italiana (un’onorificenza a un’araba?). L’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica viene concessa per “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari[1]”. Asmae Dachan riceverà l’onorificenza per i suoi reportage in Siria, dai campi profughi e da città colpite da atti di guerra e violenza, e per il suo forte impegno per la pace, l’integrazione tra i popoli e il dialogo interreligioso.

Lasciamo per un attimo da parte questa triste vicenda. Quello su cui mi preme riflettere è che pare un’operazione confezionata secondo i canoni della disinformazione russa e dei suoi favoreggiatori, le cui ramificazioni sono oggetto di preoccupazione ed attenzione da Ovest ad Est. Chi ha preparato il testo del J’accuse dell’on. Meloni ha molto probabilmente pescato nel bacino informativo di quel sistema di propaganda. Quello che ha dato fastidio è che una giovane italo-siriana possa ancora scrivere bene della Rivoluzione per la libertà e la democrazia iniziata nel 2011, e repressa nel sangue dal regime siriano e dai suoi alleati fino ai giorni nostri, quando viene ogni giorno bombardata la provincia di Idlib, dove sono concentrati coloro che sono stati cacciati dalle città siriane riprese negli ultimi due anni dal regime dopo averle de facto rase al suolo. Al 43° giorno dell’assalto siro-russo sulla provincia di Idlib, sono state registrate circa 1150 vittime tra civili e combattenti. Di questi 43 giorni, 29 sono quelli del mese del digiuno di Ramadan passati finora sotto dei bombardamenti, nel pieno disprezzo delle tradizioni e delle pratiche religiose della popolazione[2].

Ciò che è più devastante è che diventi arma di scandalo il riconoscimento del lavoro di una giornalista mentre ricevano il plauso silenzioso dei politici nostrani i crimini di guerra perpetrati in Siria da parte di un dittatore che – sostenuto da regimi autoritari come quello di Mosca – ha deciso di condurre una guerra totale contro il proprio popolo secondo il principio dell’assurdo: “Se il popolo non va bene, lo si sostituisce”. Che tradotto nel linguaggio degli odierni giochi di potere significa: “In nome della lotta al terrorismo, elimineremo tutti i nostri avversari politici anche a costo di annientare la popolazione civile”.

Pochi hanno riflettuto su questo: plaudere a questi crimini di guerra e elogiare l’autoritarismo che viene esercitato sui popoli confinanti e vicini non promette nulla di buono su quanto potrebbe riservarci il futuro della Patria nostra. Elogiando o sottovalutando la violenza di Stato al nostro Oriente ci si prepara a accettare prossime recrudescenze autoritarie nei confronti di deboli ed oppositori all’interno dei nostri confini. Sfido chiunque a smentire che vi sia un nesso tra certi allineamenti internazionali, tra cui quelli della stessa formazione politica di cui fa parte l’on. Meloni[3], e la cultura della legittimazione della caccia al “cattivo, sporco e delinquente” che viene gridata da palchi e confidata in salotti romani.

Con un atto di una lucidità esemplare, la Presidenza della Repubblica, attribuendo quell’onorificenza a Asmae Dachan, dice, ribadisce e proclama a mio avviso una sola cosa: l’Italia è un Paese fondato sui valori dell’antifascismo. In fin dei conti, è questo ciò che manda in bestia i nostri connazionali, nonché cari amici di Fratelli d’Italia.

 

Sidi Bou Saïd, 2 giugno 2019.

 

[1] Come riporta la pagina della Presidenza della Repubblica: https://www.quirinale.it/page/omri.

[2] Cfr. «Warplanes of the Russian “guarantor” and the regime escalate their airstrikes this morning on “Putin-Erdogan” area, leaving casualties and wounded», Syrian Observatory for Human Rights, 2 giugno 2019.

[3] Vedasi dichiarazioni dell’on. Fazzolari: “Noi di Fratelli d’Italia non abbiamo cambiato idea, tra i tagliagole dello Stato islamico e il regime di Assad, stiamo dalla parte di Assad”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI” (Agenzia di stampa Il Velino).

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