Questo è un comunicato. Il Comunicato n. 1, forse. E lo scrivo per spiegare ad amici e conoscenti che hanno saputo della mia autocandidatura alle Parlamentarie M5S 2018 e hanno manifestato il loro sostegno, come sia andata.

Mi hanno escluso dalla competizione prima ancora che questa aprisse i battenti. La mattina del 16 gennaio 2018, due amici residenti in Toscana iscritti a Rousseau mi hanno segnalato che il mio nominativo non era presente tra i duecento e diciotto autocandidati per il Senato. Potete immaginare la sorpresa e l’amarezza che ho provato. Lo stesso giorno, ho allora scritto allo Staff M5S due email, chiedendo delucidazioni, senza mai ricevere risposta. Con il passare delle ore e lo scorrere delle notizie sui social media e sui gruppi WhatsApp M5S, ho allora capito che non fossi l’unico ad essere stato escluso, e mi sono messo il cuore in pace. Chiedo però semplicemente che qualcuno mi comunichi la motivazione dell’esclusione. Lo scorso fine-settimana, sono stato anche a Pescara, a Villaggio Rousseau, ma tra i corridoi, dove si parlava senza sosta di cosa fosse successo alle Parlamentarie, non ho potuto raccogliere informazioni certe, se non supposizioni. Né sono riuscito ad avere risposta dal coordinatore regionale toscano per le elezioni politiche 2018.

Vi offro dunque la mia ricostruzione, per dover di cronaca.

Ipotesi 1) Tra i documenti richiesti per accedere alle Parlamentarie vi erano il certificato penale, il certificato dei carichi pendenti e – se e solo se a conoscenza di indagini o procedimenti penali a proprio carico – il certificato 335 c.p.p.1, che dichiara se sei iscritto alla lista degli indagati e per quale supposto crimine. Naturalmente, i primi due certificati erano immacolati. Mi sarei potuto fermare lì, ma per scrupolo e zelo, e venuto a sapere che il terzo certificato non richiedesse marca da bollo, quella stessa mattina del 5 gennaio ho fatto domanda del 335 c.p.p. e, con mia grande sorpresa, ho letto di essere iscritto perché qualcuno ha esposto denuncia nei miei confronti per diffamazione (art. 595 del codice penale). Non ero a conoscenza di questo, né mi era mai stato notificato alcunché. Trattandosi di fatti avvenuti in data 12/5/2017, ho cercato di ricostruire le cose. In quella data, organizzammo a Palazzo Vecchio un convegno M5S Firenze su immigrazione e accoglienza, in cui figurai tra i relatori. Il convegno ebbe una partecipazione molto buona e grande attenzione di pubblico. Durante il mio intervento su “Le migrazioni nel Mediterraneo: significati e sfide”, non feci riferimento alcuno a persone o enti specifici, né utilizzai toni offensivi (ho riascoltato tutta la registrazione audio-visuale del mio intervento e l’ho trasmessa allo Staff M5S). È possibile dunque che la denuncia in questione sia strumentale, e non abbia interessato solo il sottoscritto, ma anche altri relatori2.

Ora, lo Staff M5S chiedeva a chi trasmettesse un certificato 335 c.p.p. di accompagnarlo con una breve descrizione dei fatti, ma non veniva detto da nessuna parte che una semplice iscrizione al registro degli indagati potesse essere motivo di esclusione. Così ho seguito la mia coscienza, ho dato prova di massima trasparenza. Se sono stato escluso per questo, è stata punita l’onestà. Alcuni mi dicevano: “Non mandare il 335, d’altronde è solo richiesto a chi fosse a conoscenza di essere indagato, ma tu non lo eri”. Io ho preferito fare prova di trasparenza. Se sono stato escluso per questo, è stata punita anche la militanza, perché è stato attaccato un convegno M5S, in cui il dibattito è stato aperto e la partecipazione numerosa, anche da parte di ONGs e sindacati che si occupano di immigrazione e accoglienza.

Ipotesi 1 bis) Nella mail dello Staff M5S in cui si invitava a produrre i certificati come da sopra, rispetto al 335 c.p.p. si chiedeva semplicemente “una breve descrizione dei fatti”. Nel “Regolamento per la selezione dei candidati” adottato dal Comitato di Garanzia M5S il 13 gennaio 2018, tra i requisiti per l’autocandidatura, rispetto alla produzione del 335 c.p.p. si aggiungeva anche “con autorizzazione espressa alla pubblicazione di tali atti nell’ambito dello spazio riservato a ciascun candidato”.

Vi era quindi una fuorviante discrepanza tra email ufficiale e Regolamento, cosicché – condotto all’errore – nella mia “descrizione dei fatti” non ho incluso una “autorizzazione espressa alla pubblicazione di tali atti“. Se questa è la ragione dell’esclusione, venga ammesso che le comunicazioni ufficiali email che non corrispondono ai regolamenti interni portano a commettere errori involontari, di cui non sarebbe giusto responsabilizzare il candidato.

Ipotesi 1 ter) Questa è una post-interpretazione, suggeritami da una persona che lavora sui temi della cittadinanza e ha a che fare con gli ambienti giudiziari: e se la denuncia per diffamazione fosse stata depositata da qualcuno vicino agli ambienti M5S che sapeva di una mia possibile autocandidatura per mettermi in difficoltà? Io la escludo, ma qui la riporto comunque.

Ipotesi 2) La seconda pista è politica. Mi è stato confermato da più voci che i referenti istituzionali e territoriali del Movimento potessero segnalare eventuali aspetti sconvenienti relativi ai candidati allo Staff M5S, ed uno di questo potrebbe essere il mio impegno per i diritti e la democrazia in Siria, a fianco dei ragazzi della Rivoluzione del 2011. Con una consigliera del M5S di Firenze organizzammo nel 2017 un’audizione alla commissione diritti umani del Consiglio comunale di Firenze su un possibile gemellaggio tra Firenze e il Governatorato Libero di Aleppo, che nonostante la repressione del regime di Damasco e la riconquista sanguinosa della città, amministra ancora buona parte del territorio provinciale attorno ad essa. Questo potrebbe essere stato segnalato da attivisti M5S filo-regime di Damasco.

Ipotesi 2 bis) Se la pista è politica e se è vero che siano stati effettuati controlli incrociati su militanza e posizionamento pubblico dei candidati, potrebbero essere state segnalate alcune mie posizioni come borderline, quali ad esempio quelle sullo ius soli o sul federalismo europeo, a cui sono favorevole.

Ipotesi 2 ter) Un caro amico che ha fatto la storia del movimento verde in Italia, e che ora vive le vicende elettorali a distanza, mi ha chiesto se non fosse stata la mia militanza nel movimento verde e nei Verdi ad aver motivato la mia esclusione. Io la escludo, perché risale a un’altra stagione, quando ancora il M5S non esisteva.

Ipotesi 3) A chiusura delle Parlamentarie, la leadership M5S ha pubblicato una nota che spiegava: “Le regole che hanno accettato tutti coloro che hanno proposto la candidatura erano molto chiare e molto rigide. Sono state applicate in maniera severa. Alcuni si sono lamentati dell’esclusione dalle liste, è vero. È stato fatto per tutelare al massimo il MoVimento 5 Stelle. Per esempio anche il turpiloquio nei confronti degli avversari politici a mezzo social è stato considerato ostativo ai fini della candidatura. Inoltre era richiesto ai sensi dello Statuto e del Codice Etico di astenersi da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e attenersi a criteri di lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti, di mantenere comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi.3” Personalmente, non credo di figurare in nessuna delle categorie qui elencate, non sono incline ai turpiloqui, né al doppiogiochismo in politica, né a comportamenti sleali o aggressivi nei confronti di altri iscritti. Cerco solo di essere coerente nelle mie idee senza rinunciare al confronto. Leggendo i giornali di questi giorni, mi è allora sorto un altro dubbio. È stato forse fatto uno screening in cui persone di esperienza e con un minimo profilo pubblico maturato al di fuori della casa M5S, con una propria personalità politica e culturale, sono state fermate perché avrebbero potuto contrastare la corsa di parlamentari uscenti o altre figure interne al M5S? Non è stato forse meglio avere nomi sconosciuti accanto a quelli dei portavoce uscenti?

Ho esaurito le supposizioni, che ripeto, sono tali in quanto non suffragate da comunicazioni ufficiali o ufficiose nei miei confronti. Lasciatemi ora esplorare la mia vena di narratore e immaginare come possa aver avuto luogo la scrematura delle autocandidature:

Scrematore 1 (S1): A chi tocca? Ecco Ungaretti Giuseppe, siamo alle circoscrizioni Estero, iniziamo da qui che si fa prima. Tutto a posto con i certificati?

S 2: Tutto a posto, diciamo, anche se questo Ungaretti ha subito una condanna per reati di opinione molti anni fa in Egitto, estintisi con la prescrizione.

S 3: Aspetta, però… Un consigliere comunale segnala che ha preso posizione pubblica a favore del provvedimento del governo sul reato di apologia del fascismo…

S 1: Niente, allora, facciamo due più due: escludiamolo.

S 2: Okay.

[…]

S 1: Dunque passiamo ora alla circoscrizione Piemonte. La prima è Montalcini Levi Rita.

S 2: Niente da segnalare rispetto ai documenti.

S 3: Nel suo blog è stata rilevata una presa di posizione critica nei confronti del Movimento sullo ius soli, che facciamo?

S 1: Quanta gente legge il suo blog?

S 3: Dal numero di commenti ricevuti, paiono numerosi.

S 1: Niente, escludiamola.

[…]

S 1: Sulla circoscrizione Puglia abbiamo ora un tale Domenico Impagliatelli.

S 3: Nome d’arte Costantino Strapmen! Avete visto la sua bio? È uno spogliarellista. Non dovremmo escluderlo?

S 2: A parte battute piccanti su Facebook, non è stato segnalato nulla di politicamente rilevante.

S 1: Allora teniamolo in lista, ha molto seguito sui social.

[…]

S 3: Scusate, ora c’è il Veneto, ed il primo è Gedorem Andreatta. È quello dell’hotel Adele di Vicenza, del business migranti. Molti articoli sui giornali, molte polemiche. E il nostro programma di 20 punti propone di lottare contro il business dei migranti.

S 2: Ricordiamoci però che non c’è nulla di penalmente rilevante, e che è stato un buon consigliere comunale, a Marostica.

S 3: Attenzione, però, non dovremmo applicare lo statuto M5S? Si è dimesso anzitempo, prima della scadenza naturale del mandato, e non avrebbe titolo di presentarsi alle Parlamentarie!

S 1: Il regolamento prevede una eccezione specifica proprio nel caso di dimissioni dettate dallo scioglimento del consiglio.

S 3: Scusate, è vero che ha contribuito a far cadere il sindaco, ma si è dimesso lui, insieme a diversi consiglieri di maggioranza, e lo ha fatto il 2 gennaio 2018, in pieno processo di autocandidature. Non vi pare quantomeno sospetto?

S 1: Però è conosciuto sul territorio. Teniamolo!

Si conclude la mia narrazione. Quanto è successo agli ultimi due personaggi è realtà. Impagliatelli ha partecipato alla competizione, ma non ha purtroppo ottenuto un numero di preferenze sufficiente ad entrare in lista per il Senato (ndr: secondo i risultati pubblicati dal M5S il 4 febbraio, avrebbe ottenuto 3 preferenze). Andreatta, invece, è in lista per la Camera Proporzionale, collegio Veneto 2 – 02. O meglio lo era fino all’altro ieri, 26 gennaio, quando, secondo le indiscrezioni dei giornali, è stato fortunatamente rimosso dai vertici M5S.

Il 16 gennaio, all’apertura delle Parlamentarie, Il Fatto Quotidiano pubblicava un articolo che parlava di carica di infiltrati (bloccati ed esclusi dalla competizione)4. In mancanza di informazioni certe sulle ragioni dell’esclusione, anch’io mi sento ora tale. Un infiltrato.

Vienna, 28 gennaio 2018.

 

Note

1 C.p.p. sta per Codice di procedura penale.

2 A questo proposito, è bene segnalare che la denuncia è stata registrata dalla Procura con il numero 22/2018, quindi depositata a cavallo di Capodanno. Non è da escludere che: tale denuncia abbia a che vedere con l’iniziativa intrapresa nel dicembre 2017 dal M5S contro un consorzio in seguito alle pessime condizioni nelle quali versavano alcuni dei centri di accoglienza gestiti dal consorzio stesso; e che pertanto si possa configurare come una “ritorsione” da parte del consorzio stesso. È bene notare che un rappresentante di tale consorzio aveva partecipato ai lavori del convegno del 12 maggio u.s.

4 Martina Castigliani, “Parlamentarie M5s, la carica degli infiltrati (bloccati): dagli ex di altri partiti ai complottisti. E gli esclusi protestano”, Il Fatto Quotidiano, 16 gennaio 2018.

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