OLYMPUS DIGITAL CAMERASono partiti in tre, chiedendo fondi attraverso il sistema del crowdfunding, con un preventivo di 44.000€, e ne hanno ottenuti undicimila da noti cittadini ed illustri sconosciuti vendendo un CD con le canzoni di diciassette artisti solidali. Uno di loro, Nicanor Ahon, è il coordinatore di Boats4People, ed è imbarcato sul vascello Oloferne, diretto a Monastīr. Gli altri due, Lorenzo Pezzani e Charles Heller, stanno al dipartimento di Forensic Architecture del Goldsmiths College di Londra.

Questo dipartimento fa le cose più strampalate, ma degne di un episodio dell’investigatore Sherlock Holmes. Hanno studiato modelli di distruzione di edifici durante le guerre dei Balcani per capire da dove provenissero i colpi che hanno squarciato i loro obiettivi, e facendo così hanno ricostruito responsabilità di guerra. Ora, vogliono fare lo stesso con le barche dei migranti che, attraversando il Canale di Sicilia, non ricevono soccorso e naufragano nel silenzio. Attraverso le

testimonianze dei sopravvissuti, apposite modellizzazioni del tragitto degli scafi e immagini satellitari, vogliono identificare le responsabilita di navi militari, forze dell’ordine o altri che seppur presenti nell’area dell’incidente hanno ignorato quegli scafi, lasciandoli al loro destino, o li hanno letteralmente respinti in mare. Watch The Med è il loro progetto, e per lanciarlo hanno costruito la campagna Boats4People, concepita all’interno della rete Migreurop. Oloferne è il loro Cavallo di Troia, partito da Cecina e destinato a concludere il giro a Lampedusa, in occasione del festival sulle migrazioni che ha luogo la terza settimana di luglio. Nicanor, “il vittorioso” in greco, è uno dei tredici passeggeri, tra cui il sottoscritto, che navigano tra Palermo e Monastīr. Un altro personaggio-chiave della spedizione è il capitano, Marco Tibiletti. L’Oloferne, diciotto metri e mezzo di lunghezza, ventitré con il bompresso, è suo. Classe 1944, tutta in legno, ha tanta esperienza quanto il suo capitano. Quest’anno Marco, dopo essersi dedicato a colifecali e spiagge con la campagna Goletta verde di Legambiente, ha deciso di appoggiare questa per denunciare le morti in mare di quei disperati che tentano la fuga verso l’Eldorado europeo.

Marco è il presidente de La nave di carta, e nel 2003 ha creato una rete chiamata Unione italiana vela solidale, perché non si puo essere solidali con i cetacei ed ignorare i migranti che muoiono in mare. ≪Voglio fare quanto i difensori della libertà non seppero fare in Spagna; se anarchici e comunisti avessero collaborato durante la guerra civile, avrebbero vinto i repubblicani≫. Dunque: ecologisti, sindacalisti e caritatevoli di tutto il mondo, unitevi! In trent’anni di navigazione, Marco ha visto molti delfini, nessuna foca monaca, e sentiva il cozzo delle tartarughe marine sotto lo scafo quando navigava per acque liguri. Ora, quando pensa ai dispersi del Canale di Sicilia, sente di aver fatto la cosa giusta nell’accettare di pilotare la sua Oloferne verso il nuovo Triangolo delle Bermuda. Non ha dubbi: si prodigherebbe per salvare dei dispersi in mare, di qualunque nazionalità dovessero essere, anche se questo dovesse implicare il sequestro della sua imbarcazione per accertamenti. Sulla barca vi è tutto il necessario, portato da Boats4People – razioni di sopravvivenza, acqua, salvagenti, razzi di segnalazione – ed il tema è preventivamente stato discusso con Nicanor.

[…]

(capitolo: Arriva l’Oloferne – ebook)

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