Elisa Salerno (fonte: presdonna.it)
Elisa Salerno (fonte: presdonna.it)

L’Italia che incontro attorno alle presentazioni di «Riscatto mediterraneo».

Mentre mi appresto a coricarmi, nella stanza solitamente riservata ai vescovi, trovo sulla scrivania le riviste della comunità: Vita Nuova. Il sottotitolo dice: «Per una presenza evangelica del femminile». Su un numero del 2013, appare una foto a tutta pagina della Porta d’Europa forgiata dall’artista Mimmo Paladino a Lampedusa, a ricordo dei naufraghi. Qualche pagina indietro, un passo del libro di Qoelet (11,6): «Fin dal mattino semina il tuo seme e a sera non dare riposo alle tue mani, perché non sai quale lavoro ti riuscirà meglio, se questo o quello, o se tutti e due andranno bene!». Sono nel convento delle Suore Orsoline. Hanno messo in piedi un centro – studi, Presenza Donna, che accoglie la visita di donne israeliane e palestinesi contro l’Occupazione militare dei Territori palestinesi, che ha dato i suoi spazi a donne del movimento contro la nuova base militare americana «No Dal Molin», e che ora ospita la presentazione di Riscatto mediterraneo. Paiono essere possedute dalla forza irrefrenabile dell’amore, e non si stancano di seminare. L’arabista Elisabetta Bartuli, di mamma egiziana, ricorda ancora di quando suor Federica Cacciavillani la portava in giro per i paesini della Bassa Veronese a parlare di interculturalità: «Arrivavamo in macchina in posti di cui ignoravo l’esistenza, sommersi dai banchi di nebbia»· Era come far toccare la neve ad un figlio del Sahara, il «deserto» per eccellenza. Arrivano da Schio anche compagne di Rifondazione comunista come Odilla del Santo e Laura Cappellotto. Una di loro mi regala una fine confettura fatta con i frutti del proprio giardino, poi racconta della tradizione operaia di Schio. Miriam Gagliardi, di Salām – Ragazzi dell’Ulivo, ricorda della vivacità inesauribile che aveva prodotto il movimento del «No Dal Molin», di quando volevano acquistare il terreno in tanti per resistere all’espropriazione. «Ora che resta di tutto questo, ora che la base è stata realizzata?» chiedo. «Amicizie indissolubili, gli americani che hanno ricominciato a farsi vedere in giro dopo essere rimasti in disparte per diversi anni, e alluvioni più frequenti». Sì, perché la superficie che è stata impermeabilizzata per costruire la base è di ben 60 ettari, e quando piove tanto l’acqua piovana non viene più assorbita dal terreno e si riversa in fiumiciattoli e canali. E stanotte, guarda caso, piove.

Vicenza è la prova che si può credere in Dio e essere «di lotta», ed è la prova che il femminismo non è necesariamente di matrice atea. Presenza Donna si ispira all’esempio di Elisa Salerno, femminista cristiana che nasce a Vicenza il 16 giugno 1873. Appassionata studiosa, autodidatta, si dedicò a tutto ciò che poteva ostacolare la dignità e la vocazione della donna in qualsiasi ambito essa si trovasse a vivere e ad operare: dalla famiglia al lavoro, dai problemi sociali alla vita ecclesiale. Fu la prima donna in Italia a fondare un giornale per le lavoratrici, La Donna e il Lavoro, uscito dal 1909 al 1918 e che continuò fino al 1927 con il titolo Problemi Femminili. Questo femminismo di Fede è una risorsa rara in un Paese dove lo spirito critico viene sempre meno, anzi è sempre più malvisto. Annegare lo spirito critico nell’adesione incondizionata alle ragioni del Capitale è un’operazione di grande rilevanza anti-etica. D’altro lato, però, attribuire il primato dell’alternativa sociale e politica alle famiglie marxista, atea e feminista «di Sinistra» è un’operazione stupida e miope. Per questo, suor Federica, che aiuta le donne marocchine a ritrovare una propria identità tra tradizione e progresso moderno, non è meno alternativa dei movimenti antagonisti che marciano contro la criminalizzazione dell’immigrazione.

A Vicenza si trova anche la sede centrale di ALDA, l’Associazione europea delle agenzie per la democrazia locale. Promuovono la cultura della partecipazione a livello locale, mettono insieme amministrazioni locali e iniziative cittadine, e sono presenti in una decina di paesi dei Balcani e del Caucaso meridionale. Antonella Valmorbida, un’altra donna, ne è la direttrice. Vogliono allargare il loro ambito geografico d’azione ai paesi arabi attorno al Mediterraneo, e per questo forse hanno aderito all’iniziativa di presentazione del libro. ALDA vive soprattutto grazie al sostegno dell’Unione europea; dal terrazzo dei suoi uffici sventola la bandiera blu con le stelle, non è certo dunque un collettivo per la democrazia diretta, ma anche loro hanno beneficiato del miracolo delle Orsoline: mettere insieme storie politiche e figure femminili diverse, rompendo gli steccati. E se i conventi fossero le future fucine della cultura del dissenso? «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi?» riporta Vita Nuova, citando il Vangelo di Matteo. Matteo Evangelista, intendo.

Vicenza, 13 febbraio 2014.

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