bandiera_notav_2L’Italia che incontro attorno alle presentazioni di «Riscatto mediterraneo».

Polentoni non si nasce, né lo si diventa pur nutrendosi di polenta. L’ho capito il 9 febbraio in Val di Susa, nel mezzo della campagna popolare di raccolta fondi per coprire la multa che la giustizia ha inferto a Loredana Bellone, sindachessa di San Didero, al vice-sindaco Giorgio Vair e al rappresentante dei No TAV Alberto Perino, quale risarcimento di LTF (Lyon-Turin Ferroviaire) per la mancata trivellazione di Susa/autoporto. Una multa di duecento e ventimila €. Cercano di prendere il movimento No TAV per il portafogli. Eppure, alla data del mio arrivo in valle, il movimento aveva già raccolto circa cento e sessantamila €. A San Didero partecipo ad una polentata di solidarietà, che tira su più di seimila €. Formaggio, polenta e frutta di stagione battono casa, e i valligiani gridano che non si arrenderanno, nel disordine gioioso di un paesello i cui abitanti si ritrovano a pranzare insieme sotto lo stesso tetto. Soldi ne arrivano anche da tutta Italia tramite bonifico. Qualche giorno più tardi, il movimento scenderà addirittura a Torino per vendere i cimeli della lotta No TAV, volantini, sciarpe e striscioni, in un’asta pubblica che tira su duemila e duecentoventicinque €. «Se continua così, ci compreremo LTF» commenterà uno di loro. Non hanno paura, perché non si sentono soli. Si dividono sulle preferenze politiche, c’è chi simpatizza per il M5S, chi per la lista Syriza, chi per nessuno, ma restano uniti nella difesa popolare della valle e della propria comunità. Queste opere inutili ed imposte sono un efficace incentivo alla mobilitazione ed all’iniziativa popolare. Durante la polentata, ricordano anche i quattro arrestati, e uno di loro si chiede: «Perché vogliono farci passare per terroristi?». Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò vennero arrestati il 9 dicembre u.s. con l’accusa di aver assaltato il cantiere TAV di Chiomonte. In quell’assalto venne danneggiato un compressore, senza però che ci fossero feriti, ed i ragazzi vennero accusati di terrorismo, equiparandoli de facto agli autori di stragi come quelle degli anni ‘70 e ‘80, o a coloro che hanno messo bombe sui treni, nelle piazze o nelle metropolitane.

Se passasse questa tesi, per cui il sabotaggio di macchinari a difesa di una comunità equivarrebbe a stragi fasciste o jihadiste, come scrivono i genitori di quei ragazzi (cfr. www.tgvallesusa.it), « da domani, chiunque contesterà una scelta fatta dall’alto potrebbe essere accusato delle stesse cose perché, in teoria, potrebbe mettere in cattiva luce il Paese, potrebbe essere accusato di provocare, potenzialmente, un danno d’immagine. E’ la libertà di tutti che è in pericolo».

Cercano di prendere il movimento No TAV per dei criminali. Cos’è il terrorismo? Riccardo Petrella, dopo la polentata, ricorderà che, nel 2013, solamente Bill Gates ha visto il valore borsistico delle sue imprese aumentare di più di 15 miliardi di dollari senza aver dovuto faticare, ovvero senza aver effettuato un solo giorno di lavoro produttivo, grazie all’aumento del 40% del valore delle azioni di Microsoft. Ebbene, se facciamo dei calcoli, un insegnante di scuola elementare oltre i 35 anni di servizio guadagna circa ventottomila € lordi annui. Vuol dire che Bill Gates in un anno ha guadagnato tanto quanto 388.000 insegnanti di scuola elementare con 35 anni di servizio. E questo senza aver mosso un dito. Non è questo terrorismo? Generare ricchezza attraverso transazioni finanziarie, mentre chi lavora in scuole e ospedali o nella gestione di beni comuni come acqua o terra non vale nulla, anzi il suo lavoro è innecessario per Piazza Affari? Non è questo un generare squilibri che portano violenza e avidità? Non è questo un trasformare un cittadino in un suddito?

Definizione di terrorismo secondo il dizionario del Corriere della Sera: «Modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati». Non è un plateale atto di violenza questa discriminazione così profonda? In Val di Susa, si sono resi conto della violenza con cui le istituzioni tentano di imporre un’opera inutile, le cui alternative, pur essendo meno costose e più dolci, sono meno redditizie per certi grandi gruppi industriali. Per questo, vengono presi per le tasche e accusati di essere dei sovversivi. Eppure, non sono che dei polentoni. Polentoni, ma non stupidi.

Val di Susa, 10 febbraio 2014.

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